Appunti dalle Lezioni di Storia dell’Arte del Prof. Giorgio Auneddu
Anche senza laboratorio o apparati costosi è possibile eseguire le analisi dei colori principali, con le seguenti materie, alla portata di tutti:
Per gli strumenti, è sufficiente procurarsi un fornellino a spirito o elettrico, qualche provetta in vetro, carta da filtro, un cucchiaio non stagnato.
Il colore deve essere ridotto allo stato di polvere.
Se si vuole esaminare un colore ad olio, se ne metta un piccola quantità in un bicchiere con benzina da cambiarsi svariate volte; la polvere ben sgranata si pone ad asciugare su carta assorbente.
Se il colore è a tempera o ad acquarello, lo si lava ripetutamente con acqua sempre nuova e lo si fa asciugare bene.
In nessun caso il liquido si deve colorare, ciò dimostrerebbe la presenza di anilina.
I verdi smeraldo, cobalto, oltremare e lacche finemente macinate devono essere lasciati riposare per molte settimane prima che si possa togliere la benzina o l’acqua che li lava, poiché la polvere è così impalpabile da restare sospesa a lungo nel liquido, colorandolo.
Un altro mezzo semplice e più pratico di analisi dei colori e delle loro mescolanze è il porre su di un pezzo di tela preparata a gesso, strisce di colore puro o impastato assieme ad altri. Si divide, quindi, la tela in due parti: una si ripone, ben asciutta, all’oscuro mentre l’altra parte la si lascia esposta ad una gran luce (in un luogo soleggiato).
Dopo diversi mesi, un anno, si paragonano le due parti e si scartano i colori che non hanno mantenuto le proprietà e le caratteristiche originarie.
Per verificare i colori destinati all’affresco, si prende un po’ di tinta, la si racchiude in un sacchetto di tela e lo si immerge in un mucchio di calce spenta lasciandolo immerso alcune settimane. Si confronta, quindi, la tinta per verificarne l’eventuale cambiamento.
Qualche volta alcuni colori costosi, come i cobalti, i cadmi, gli oltremare ed altri, sono falsificati con tinture all’anilina ma la frode è facilmente individuabile poggiando un po’ di tinta su carta bianca. Dopo un giorno si osserva l’aureola formata dall’olio; se è colorata si può essere certi che vi è anilina ed il colore non solo non è puro ma, se mescolato agli altri, è dannoso per la stabilità delle tinte.
Giorgio Auneddu
Storico dell’arte – Restauratore - Conservatore delle opere d’arte
Decano storici dell’arte dell'Accademia Albertina di Torino